Un’analisi (molto personale) su ‘Bolero de Ravel em Nova Roma’

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Il romanzo è stato pubblicato nel dicembre 2017 – Copertina dall’artista Jorge Arbach.

‘Bolero de Ravel em Nova Roma’, romanzo del giornalista e scrittore brasiliano Geraldo Muanis, mi è capitato fra le mani sotto forma di regalo dell’autore, amico con il quale ho avuto la felice opportunità di lavorare nei miei anni come giornalista a Juiz de Fora, nostra città di nascita. La vita presto ci ha fatto prendere percorsi diversi. Ma per fortuna o merito, la nostra amicizia ha avuto il potere non solo di vincere la distanza ma anche di resistere alla prova del tempo.

Sono passati molti anni prima ci potessimo di nuovo ritrovare per un caffè alcuni mesi fa, durante una breve visita nella mia città natale. Ci siamo aggiornati, rassicurandoci sul fatto che il nostro abbraccio sia ancora stretto e nuovamente ci siamo detti addio, certi che “l’amicizia è un amore che non muore mai”, come saggiamente ebbe a dire il poeta Mário Quintana. Ho salutato il mio amico e da quell’incontro porto con me l’immagine di qualcuno che né tempo, né dolori o conquiste potranno mutare. In aggiunta un piccolo grande tesoro: due dei suoi romanzi più recenti.

Inizialmente ho pensato che data l’amicizia non ci fosse per me modo di fare una recensione imparziale sui suoi libri, come dovrebbe essere. Però, arrivata a metà di ‘Bolero di Ravel em Nova Roma‘, la decisione l’avevo già presa: SI, all’inferno i critici di turno, almeno una analisi (molto personale) di questa narrativa la farò per il mio blog. Così è nato questo post, da una vecchia amicizia, un dolce ritrovarci, un amore che non muore mai, un libro in cui Muanis prende in prestito la finzione per mostrare la realtà o forse solo per sottolineare la sovrapposizione di entrambi.

Qualsiasi somiglianza con la realtà è una pura coincidenza

‘Bolero de Ravel em Nova Roma’ (Bolero di Ravel a Nuova Roma, in traduzione libera) è un’opera dinamica che sfuma il confine tra fantasia e realtà. Mi ha condotto in un viaggio fra i miei ricordi, scatenando una serie di flashbacks del dietro le quinte del giornalismo, oltre a portarmi alla nostalgia di un tempo che non tornerà mai più, di convivenza tra colleghi nelle redazioni dei giornali e negli uffici stampa. Mi ha fatto ricordare fatti sepolti dal tempo e, in aggiunta, mi ha raccontato altri per me inimmaginabili, ma nei quali è possibile riconoscere determinati personaggi e luoghi, così fantasiosi eppure così reali. Sfogliando il passato solo per trovare il presente.

Non sto dicendo che il libro sia diretto ad un pubblico specifico, anzi è da essere letto da chiunque. È una storia frenetica, ben scritta, che espone la profonda visione dell’interiorità dell’autore e di ciò che lo circonda. Muanis si mostra critico, creativo e sensibile e mi ha fatto anche ridere a crepapelle con la “storia” di Topolino (se vuoi conoscerla, acquista il libro!). Nella sua esperienza conosce come la vita sia fatta di momenti e che vivere è cogliere i momenti magici che ci sono concessi come se fossero doni, mentre il mondo gira nel ritmo di interessi politici e mediatici, che all’intento di perpetuare il potere sostiene un circolo vizioso simile alla ruota dei criceti.

Una versione perversa, questa, della sinfonia di Ravel come la definisce lui e aggiunge: “Mi auguro che il compositore francese Maurice Ravel non si rivolti nella tomba a causa di questa versione perversa, sotto la forma del Male, all’interno di una struttura disarmonica che non cambia mai. La cadenza si alterna come un’altalena politica, venti, trenta, quarant’anni, con sempre la stessa cantilena, sempre le stesse bugie e promesse. Ma nulla cambia. Secondo Muanis, il sublime ‘Bolero di Ravel’ con le sue note ripetitive portano ad un’estasi finale che purtroppo non avviene in Nova Roma. “A Nova Roma la sinfonia acquista uno stato di quiescenza inquietante ed innocuo, sotto le cadenze sataniche e ripetute della sottrazione e corruzione. Sempre con lo stesso circo, ma ogni giorno con meno pane. E il futuro non arriva mai”, lui si lamenta. Va subito sottolineato che qualsiasi riferimento a fatti o persone esistenti è certamente il frutto dell’immaginazione del lettore.

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Geraldo Muanis è nato il 18 giugno 1959 a Juiz de Fora, città di 500 mila abitanti circa situata a sud-est di Brasile. Si è laureato presso l’Università Federale di Juiz de Fora e ha lavorato in vari uffici stampa e testate giornalistiche locali come Tribuna de Minas, Tribuna da Tarde, Panorama e JF Hoje. Ha pubblicato diversi libri tra cui i romanziSinfonia solitária em Dor-Maior‘, ‘Se você souber, os olhos não mentem’, ‘Os últimos dias de Nova Roma’ e ‘Teu corpo é uma estátua que gira no centro de minha mente’. Ora è impegnato nel lancio di suo più recente libro, ‘Histórias REAIS que Nossas Babás não Contavam’, già disponibile su Amazon.

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