COVID-19 #iorestoacasa o salvando l’Italia… in pigiama

soldato-romano

In tempo di guerra ognuno impugna le armi più appropriate e si getta in campo per vincere la battaglia. Al tempo dell’Impero Romano, per vincere le battaglie i legionari si proteggevano con dei begli scudi, elmi, lance ed armature pesanti fino a 30 chili. Durante la Prima guerra mondiale i soldati si sono allestiti con divise e fucili oltre a mortai, gas velenosi e cannoni di artiglieria e si proteggevano nelle trincee. In occasione della seconda guerra tornarono alle divise e presero confidenza con i nuovi arrivi: le pistole mitragliatrice e carri armati. Per fortuna tutto divenne più ”semplice” ed in battaglia per respingere il nemico bastarono ai nostri bisnonni e nonni partigiani l’abbigliamento quotidiano e una carabina in mano. Ma quando il nemico non ha nazione né porta divise come COVID-19 e tutta l’Italia diventa una zona protetta non serve uscire in campo per combattere la battaglia. Dobbiamo solo restare a casa per salvare l’Italia e in questo momento non ci serve altro che pazienza ed il pigiama.

iorestoacasa_pigiama

#iorestoacasa o salvando l’Italia… in pigiama (Foto Freepik)

Durante l’emergenza coronavirus, possiamo salvare l’Italia restando a casa, evitando uscite inutili, gli assembramenti e i luoghi affollati. Se soltanto per un giorno abbiamo desiderato rimanere a casa in pigiama invece di svegliarci presto al mattino… Ecco, l’universo ci ha appena regalato l’opportunità di avverarlo ma anche dandoci una opportunità unica quella di salvare il paese. Abbiamo un nemico invisibile perciò non ci tocca indossare una armatura pesante 30 chili o le divise basta solo un po’ di civiltà e buon senso perché possiamo fare di questa la nostra più breve e vittoriosa battaglia.

Alcuni fatti su COVID-19

covid-19-italia-area-protetta

COVID-19 – tutta l’Italia è area protetta

COVID-19 è una malattia respiratoria acuta causata da un virus appartenente alla famiglia dei coronavirus. I sintomi sono simili a quelli da un’influenza, come febbre, tosse e dolore muscolari però può evoluirsi a complicazioni che provocano la morte. Si ritiene che la malattia sia originata da alcune specie animali e trasmigrata nell’uomo, ora si trasmette tra le persone. I primi sintomi di solito si presentano da 2 a 14 giorni dopo il contagio, periodo in cui si può anche trasmettere il virus ad altri. Ancora non esistono trattamenti, ma soltanto misure per alleggerire i sintomi e nella maggioranza dei casi garantire la vita. Tra le misure preventive, la più importante è l’igiene personale, ossia lavare frequentemente le mani e evitare di toccarsi la faccia principalmente bocca, naso ed occhi però è ugualmente importante evitare di andare in luoghi affollati.

In accordo con i dati divulgati finora, i primi casi di COVID-19 sono stati riscontrati nella città di Wuhan, Cina, tra i pazienti che mostravano sintomi di polmonite senza una causa conosciuta. Ma è importante dire che la situazione causa allarme non dal rischio di contagio per sé ma dalla assenza di un vaccino e soprattutto dalla diffusione rapida del virus che potrebbe essere impattante per il servizio sanitario dato che non ci sono letti e personale sufficienti per una tale emergenza. Non è il virus in sé a far paura, ma la possibilità di aggravamento delle condizioni dei pazienti a causa della carenza di un numero sufficiente di strutture sanitarie di rianimazione che possano accogliere ed aiutare a guarire tutti coloro più vulnerabile visto che può essere aggravato nella presenza di altre patologie. Secondo Walter Ricciardi, ex presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e ora all’OMS -Organizzazione Mondiale della Sanità, su 100 persone malate, 80 presentano soltanto sintomi leggeri e guariscono da soli, 15 devono andare in ospedale, ma guariscono; 5 sono gravemente malate e di queste in realtà 3 muoiono.

medico-della-peste

Medico indossando mascara nel periodo della peste nera – Repubblica de Venezia (Foto Wikimedia Commons)

Se paragonati ad altre pandemie, quali l’influenza spagnola e la così detta Morte Nera, ovvero la Peste, i numeri del COVID-19 non sono così allarmanti, bastando poi che siano seguite le regole di emergenze e i protocolli di sicurezza. La influenza spagnola tra il 1918 e il 1920 produsse un numero di morti tra il 2,5 e il 5% dell’intera popolazione mondiale. La peste che del 1348 travolse l’Europa uccise il 30% della popolazione del continente. A Venezia, tra dicembre 1347 e maggio 1349, morì circa il 60% della popolazione. Per difendersi della peste, Venezia nel corso del Quattrocento, fu la prima città ad allestire un lazzaretto, alberghi/ospedali a gestione statale, e fu proprio Venezia ad inventare la quarantena, che allora significava niente meno che 40 giorni di totale isolamento. Tale periodo non aveva basi scientifiche ma era basato su letture bibliche: 40 giorni e 40 notti è il tempo di durata del diluvio nel quale Noè rimane nell’Arca. Ora siamo nel periodo della Quaresima, ovvero, un periodo di circa quaranta giorni che precede la Pasqua, la celebrazione della resurrezione, della vita e della vittoria del bene sul male.

*Soldato romano – da Bibbleycheese

COVID-19 Italia: #iorestoacasa, e tu?

  Lasciami un commento.

PER CONTTATARMI | CLICCA QUI

2 thoughts on “COVID-19 #iorestoacasa o salvando l’Italia… in pigiama”

Rispondi