Pennellate all’eternità – 500 anni di Raffaello, il ‘divin pittore’

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Dettaglio, gli angeli cherubini di Raffaello, parte del dipinto “La Madonna Sistina”. Dominio pubbico

Il “divin pittore”, genio sensibile, principe delle arti, quasi un Dio mortale. Così le voci sparse nel mondo definiscono Raffaello Sanzio, uno dei più grandi artisti del Rinascimento. A 500 anni dalla morte di Raffaello, le celebrazioni preparate in Italia sono state sospese per l’emergenza Covid-19. Le opere riposano al buio, nelle sale climatizzate, anche loro, come tutti, in una lunga attesa durante questi tempi di allontanamento sociale. La mostra “è una Bella Addormentata in attesa del principe che la risvegli” ha detto il presidente del museo romano Mario Di Simoni. Ma alla fine poco importa se il principe la sveglierà in ritardo, perché le opere che ci ha regalato Raffaello sono eterne.

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Autoritratto di Raffaello, 1505-1506, Uffizi a Firenze. Dominio Pubblico

Tuttavia, al posto di tutti questi titoli dire semplicemente ‘Raffaello’, come si intitola la mostra presso le Scuderie del Quirinale, sembra già sufficiente, visto che lui può essere facilmente riconoscibile nelle sue opere. Il segno distintivo delle sue madonne con bambini, dei ritratti di papi, cardinali e Signori del suo tempo, degli affreschi delle sale Vaticane e di tanti altri lavori che l’hanno reso famoso a livello mondiale, ci portano subito al maestro della pittura italiana nato a Urbino nel 1943.

Figlio del pittore Giovanni Santi, Raffaello fu influenzato da suo padre e presto imparò le tecniche artistiche di base. Con la scomparsa di Santi, quando Raffaello aveva soli 11 anni, lo zio sacerdote Bartolomeo affidò la sua formazione al pittore Pietro Vannucci, detto ‘il Perugino’. Nel 1504, Raffaello recatosi a Firenze volle conoscere Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti e in questo periodo dipinse numerosi ritratti, soprattutto di Madonne con bambini. Alla fine del 1508, si trasferì a Roma e ricevette da papa Giulio II l’incarico di terminare gli affreschi negli appartamenti vaticani.

Più che mai Raffaello Sanzio conquistava l’ammirazione di tutti e diventava l’artista più ricercato della città. La pittura continuava ad essere la sua principale attività, ma cedette spazio anche all’architettura, studiata a priori per essere di sopporto alla prima. Fu come architetto che Raffaello rispose alla chiamata di papa Leone X, andando a sostituire Donato Bramante, morto nel 1514, nella costruzione che segnò per sempre la storia della architettura, la Basilica di San Pietro, alla quale si dedicarono anche altri grandi maestri, come Michelangelo Buonarroti. Raffaello morì nel 1520, a soli 37 anni, e il suo progetto della Basilica non vide la fine. Nonostante giovane, il ‘principe dei pittori’, come è chiamato da molti, fu di ispirazione per diversi artisti nei secoli successivi, tra i quali Caravaggio e Salvador Dalì.

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Dettaglio del viso di papa Giulio II, 1511, uno dei più importanti dipinti di Raffaello Sanzio. Dominio pubblico

Raffaello Sanzio, le mostre in attesa di ripartenza

Le mostre ormai interrotte dalla pandemia rimangono in attesa di ripartenza. A Roma, nelle Scuderie del Quirinale, l’esposizione Raffaello 1520-1483′ raggruppa più di 100 capolavori provenienti da collezioni e musei di tutto il mondo. La sola Galleria degli Uffizi di Firenze ha contribuito con circa 50 dipinti. La speranza è che la mostra programmata per chiudere il 2 giugno, limite dei contratti di prestito, possa essere mantenuta aperta per tempo abile. Mentre si attende, la Galleria degli Uffizi ha preparato un tour virtuale che può essere visto cliccando qui o digitando l’hashtag #RaffaelloOltrelaMostra. Altre celebrazioni certamente ripartiranno nelle Marche, regione dove Raffaello nacque, in Emilia-Romagna e Lombardia, tra le altre.

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Dettaglio della “Madonna Sistina”, fra i dipinti più famosi di Raffaello (1513-14). Dominio pubblico

Non è solamente l’Italia a celebrare Raffaello Sanzio. In Brasile, il Centro Culturale della Fiesp, a São Paulo, realizza la mostra Rafael e a Definição da Beleza’ che espone opere mai esibite nel paese, provenienti da musei di Roma, Napoli e Modena. È sempre a São Paulo, nel Museo de Arte Moderna (MASP), che si trova l’unica opera di Raffaello al di fuori delle collezioni europee e degli Stati Uniti: la Resurrezione di Cristo, datata 1502 e acquistata dal museo nel 1954. Anche negli Stati Uniti le celebrazioni sono in attesa. La National Gallery of Art, in Washington DC, celebra i 500 anni della scomparsa di Raffaello Sanzio con la mostra ‘Raphael and his Circle’ che nel momento può essere visitata solo virtualmente in 3D nel sito della Galleria.

In Inghilterra, la National Gallery di Londra dedica una grande mostra a Raffaello. Intitolata The Credit Suisse Exhibition: Raphael’, l’esposizione sarà realizzata da ottobre 2020 a gennaio 2021 con più di 90 opere provenienti da musei vari come il Louvre, i Vaticani, gli Uffizi e la National Gallery of Art di Washinton. In messaggio, il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha esternato il suo sentimento: “l’augurio è che le porte si possano riaprire quanto prima e che da quello spirito rinascimentale che rese impareggiabile l’arte di Raffaello si possa trarre energia per una ripartenza dell’Italia e dell’Europa”. Con i miei migliori auguri!

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“Il Trionfo di Galatea”, affresco di Raffaello Sanzio, 1512 circa, Villa Farnesina, Roma. Dominio pubblico

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“Il Ritratto di papa Giulio II”,1511, National Gallery di Londra. Una seconda versione datata 1512 è conservata negli Uffizi di Firenze. Dominio pubblico

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“La Resurrezione di Cristo”,1501-02, Museu de Arte de São Paulo, Brasile. Dominio pubblico

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“San Giorgio e il drago”,1505 circa, National Gallery of Art, Washington, USA. Dominio pubblico

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